B.2 Battitura decentrata

Quando si pensa ad un errore di coniazione, la prima tipologia che viene forse in mente è quella delle monete con battitura decentrata, in quanto è un errore che i collezionisti apprezzano data la sua facile riconoscibilità e reperibilità.

Si tratta di un errore piuttosto comune da trovare tra le monete destinate alla circolazione, mentre è quasi impossibile da trovare nelle monete destinate per i collezionisti (es. serie divisionali, monete d’argento o d’oro commemorative o  monete a fondo specchio), visti gli scrupolosi controlli a cui sono soggette quest’ultime e visto che hanno un diametro solitamente superiore a quello standard e non possono quindi entrare negli appositi contenitori.

Questa tipologia di errore si verifica quando il tondello non si posiziona correttamente all’interno della virola ed, in particolare, quando lo stesso si posiziona a cavallo tra le virola e la base ove scorrono i tondelli e le monete appena battute. Siccome la virola è montata sopra delle molle, la pressione esercitata dal conio superiore tenderà a spingerla verso il basso in sostanziale allineamento con il conio inferiore.

Invero, può accadere che la virola già posizionata in allineamento con il conio inferiore, in quanto (i) quest’ultimo si trova nella posizione rialzata in fase di battitura oppure (ii) la virola è rimasta incastrata al conio inferiore a causa di detriti. In questo caso, la decentratura avrà una normale forma “piatta”.

La posizione che può assumere il tondello all’interno dell’area di battitura è del tutto casuale e questo implica innanzitutto che non ci possono essere due monete con battitura decentrata perfettamente identiche e, in secondo luogo, che si possono verificare diverse varianti di battitura decentrata a seconda della:

  • percentuale di immagine trasferita al tondello (percentuale di decentramento). Per misurarla, conviene rapportare il diametro privo di immagine al diametro totale della moneta.

  • posizione dell’immagine nel diritto del tondello, che solitamente viene espressa con le ore di un orologio analogico (posizione del decentramento)

Una volta identificate queste due “misure”, si può catalogare facilmente ogni tipologia di moneta con battitura decentrata.

A titolo esemplificativo, qui sopra si può apprezzare una bella moneta da 50 centesimi leoni 1920 fortemente decentrata. In questo caso, la moneta risulta decentrata di circa il 40% ad ore 03:00. Per brevità, questa battitura decentrata può essere indicata come: 40%/03:00. Invece, le frecce blu indicano il cd. “sfregio della virola”, vale a dire una sorta di “cicatrice” lasciata dal contatto  del tondello con la virola in fase di battitura (non è sempre presente in tutte le monete decentrate). Si noti che lo sfregio si trova solo in una faccia (solitamente al rovescio visto che lo stesso è generalmente battuto dal conio d'incudine).

Ora, all’interno di una collezione di monete con errori di coniazione, è possibile creare delle “serie” di monete con battitura decentrata. In altre parole, per la stessa tipologia di moneta (es. 50 centesimi leoni) può essere collezionata una sequenza di percentuali di decentramento (es. 10%, 20%, 30% e così via) oppure una sequenza di diversi posizionamenti oppure ancora una combinazione delle due misure (10%/01:00, 20%/01:00, …10%/02:00, 20%/02:00 …10%/03:00, 20%/03:00 e così via) creando idealmente una sorta di “sole” di monete decentrate (108 monete decentrate in totale).

Non mi risulta che al momento in Italia alcun collezionista sia riuscito nell’impresa di comporre un “sole” completo di monete decentrate.

Invece, come riportato da A. Margolis e F. Weinberg nel loro libro[1], alla convention Errorama del 1971 negli Stati Uniti sono stati esibiti da Don Wallace due soli completi di monete da 1 cent Lincoln e 5 cents Jefferson.

Ogni “raggio” del sole conteneva 19 monete con la stessa posizione di decentramento, ma con una diversa percentuale di decentramento (partendo da 5% per poi aumentare gradualmente del 5% ad ogni moneta fino ad arrivare al 95%). Ogni sole era composto da 228 monete.

In alternativa, una serie più "semplice" da realizzare potrebbe essere quella di creare una sequenza di monete decentrate appartenenti alla medesima monetazione, nei sue diversi valori (es. prima monetazione in lire della Repubblica Italiana: L. 1 arancia, L. 2 spiga, L. 5 uva e L. 10 ulivo).

Figura 206 - Serie lira vecchia monetazione (anni vari) con battitura decentrata

Infine, si segnala che esistono due varianti di questa tipologia di errore denominate rispettivamente: battitura decentrata “a berretto” e battitura decentrata “uniface”.

La battitura decentrata “con virola rigida” o anche detta “a berretto” deriva dal fatto che la virola non è posizionata allo stesso livello del conio inferiore e, per determinati motivi (es. detriti), rimane rigida in tale posizione in fase di battitura.

Ciò conferisce alla moneta una forma simile a quella di un berretto o di una scodella. L’angolazione del “frontino” del berretto può variare da 0° (decentratura semplice) fino a 90°, a seconda della porzione del tondello che rimane al di fuori dell’area di battitura e dal grado di dislivello tra la virola ed il conio inferiore. La maggior parte delle monete con battitura decentrata “a berretto” presentano una percentuale di decentramento molto bassa e molto spesso viene confusa con un’altra tipologia di errore: battitura con virola parziale.

Figura 207 - 500 lire con decentratura a berretto molto marcata

Al riguardo, si osserva che nelle presse Schuler quasi tutte le monete con battitura decentrata presentano questa variante e ciò ci induce a ritenere che in queste presse la virola è stata progettata per muoversi solo in casi eccezionali.

La battitura decentrata “uniface” si forma quando due tondelli entrano nell’area di battitura; solitamente uno si colloca correttamente dentro la virola, mentre il secondo si pone sopra al primo, ma in una posizione decentrata.

Nelle presse moderne con più di una coppia di conî (da due a quattro), ciò può avvenire ad esempio perché il meccanismo di alimentazione del tondello non ha funzionato correttamente ed il tondello si va a posizionare sopra un altro tondello inserito dentro la virola adiacente.

La conseguenza è che il secondo tondello presenterà un’impronta decentrata solo su una faccia (da qui il termine “uniface”). Se il secondo tondello si posiziona esattamente allineato rispetto al primo si genera invece una battitura ampia “uniface.

Figura 208 - 200 lire con battitura decentrata uniface

La presenza di un primo tondello sotto il secondo implica che in fase di battitura si venga ad esercitare una pressione superiore a quella normale. Pertanto, quando il conio superiore batte il secondo tondello, il metallo tende ad allungarsi tra la zona coniata e quella non coniata formando una sorta di effetto “scivolamento” che solitamente presenta delle “linee di allungamento”. Le monete che presentano questo effetto “scivolamento” – salvo casi molto rari - hanno sempre il rovescio non coniato o “uniface”. Questa tipologia di monete sono molto più rare rispetto ad una moneta con battitura decentrata semplice. Secondo stime effettuate da esperti del settore[2], capita una moneta di questo tipo ogni 250 monete con battitura decentrata semplice. La moneta che viene coniata sul tondello inferiore assume la denominazione di moneta con battitura depressa.

Qui sopra si può apprezzare una foto di una moneta da 200 lire decentrata “uniface” con solo la faccia del diritto parzialmente coniata. Si noti il forte effetto “scivolamento”. Il rovescio della moneta risulta privo di ogni segno di coniatura.

Figura 209 - 20 centesimi 1919 con battuta decentrata 20%/03:00
(Collezione Gabriele Menegatti)

A titolo di curiosità, si riporta qui sopra una foto di una particolare moneta decentrata. Nello specifico, si tratta di una bella moneta da 20 centesimi esagono del 1918 con battuta decentrata (20%/03:00) che lascia intravedere le tracce di una moneta da 20 centesimi coniata negli anni 1894 e 1895 sotto il Regno di Umberto I e utilizzata come “tondello” (cfr. breve storia dei 20 centesimi esagono).


Esempi di monete decentrate

 

 

 

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[1] A. Margolis - F. Weinberg, The Error Coin Encyclopedia, Forth Edition, 2004.

[2]A. Margolis - F. Weinberg, The Error Coin Encyclopedia, Forth Edition, 2004.