C.2.4 Rottura del bordo

La zona più esterna del conio – la “grondaia” - è costituita da una cavità circolare leggermente più profonda della zona più depressa dell’immagine (in incuso) riportata sulla superficie del conio.

A seguito della battitura, questa cavità circolare darà origine al bordo rialzato della moneta che ha una duplice funzione: (i) proteggere la moneta durante la circolazione e conservare più a lungo l’immagine coniata e (ii) consentire di poter impilare più monete una sopra l’altra. Infatti, in assenza del bordo rialzato una pila di monete tenderebbe a vacillare in quanto i rilievi presenti sulla superficie delle due facce hanno altezze differenti.

Ciò posto, può accadere che la rottura del conio coinvolga solo la cavità che è volta a produrre il bordo e ciò solitamente avviene a causa di una collisione del conio superiore con la virola. Infatti, è stato riscontrato[1] che questa tipologia di errore è più frequentemente presente al dritto, anche se può benissimo accadere ugualmente sul rovescio della moneta.

Qui sotto si può apprezzare una moneta da 2 lire 1915 in cui la rottura della grondaia del conio si è originata a seguito di una collisione del conio di martello con la virola. Infatti, in questa moneta si può osservare il segno di collisione con la virola (freccia blu), il frammento di grondaia che in parte è rimasto ancora attaccato al conio (freccia verde), ma in una posizione regredita rispetto al resto della grondaia. Si può notare la scanalatura del bordo tipica di queste monete che degrada dolcemente e in una posizione leggermente spostata rispetto alla restante scanalatura. Infine, un pezzetto di frammento di grondaia che si è staccato o sprofondato in una posizione tale che non gli consentiva di toccare più il metallo del tondello (freccia rossa).

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[1] Marvin-Margolis, The Design Cud, 1979