1000 LIRE

 

 

 

Quarant’anni dopo l’episodio delle 500 lire con le bandiere controvento, un errore simile si è verificato con le nuove 1000 lire bimetalliche. Infatti, dopo poco la loro entrata in circolazione, l’11 novembre 1997 il numismatico comasco Arturo Arcellaschi scoprì che sul rovescio della moneta, dove è raffigurata la cartina dell’Europa, la Germania veniva raffigurata con i confini orientali antecedenti alla caduta del muro di Berlino, ovvero senza la Deutsche Demokratische Republik (DDR), vale a dire l'ex Repubblica Democratica.

Arcellaschi ha poi confezionato una serie limitata a 200 pezzi da lui autografata contenente quattro monete del 1997: 1000 lire Germania divisa, 1000 lire Germania unita, 1000 lire Vaticano e 1000 lire San Marino (cfr. immagine qui di seguito).

La Zecca ha subito giustificato tale errore come “un'interpretazione artistica di un disegno”. Peraltro, si osserva che i confini della Germania non erano l’unico errore, visto che non si distinguevano i confini dell’Olanda, i confini dell’Austria e della Svizzera erano approssimativi ed i confini della Danimarca erano sbagliati.

Anche in questo caso la scoperta dell’errore ebbe una rilevante risonanza mediatica e furono molte le polemiche, tanto che l’allora ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, si è dovuto ufficialmente scusare con l'ambasciata tedesca a Roma, esprimendo "rincrescimento" per il clamoroso errore. Inoltre, il ministro ordinò l’immediato blocco della produzione della moneta.

La Zecca dovette quindi nel giro di una settimana preparare un nuovo modello di moneta con i confini della Germania esatti, per poi riprendere la produzione. Tuttavia, anche il secondo conio della moneta continuava a presentare degli errori visto che la posizione geografica della Danimarca era sbagliata. Inoltre, uno studioso astronomico ha osservato che “sul retro della moneta sono segnati quattro paralleli che, ad occhio, si possono stimare per quelli con latitudine 34°, 44°, 54° e 64° Nord e quattro meridiani, dei quali i due centrali possono essere stimati, sempre ad occhio, uno per quello di Greenwich e l’altro per quello con longitudine 30° Est”.

Al riguardo, va ricordato che “tutti i meridiani congiungono idealmente il Polo Nord con il Polo Sud ed hanno, quindi, la massima distanza fra loro in corrispondenza dell’equatore”. Ciò posto, si può apprezzare l’errore che riguarda “i due meridiani centrali hanno curvatura che li porta ad intersecarsi in prossimità del 18° grado di latitudine nord, cioè nell’emisfero boreale, tra il Tropico del Cancro e l’Equatore, mentre tutti i meridiani congiungono idealmente il Polo Nord con il Polo Sud, per cui hanno la massima distanza fra loro in corrispondenza dell’equatore[2].