T.7 Errori su monete bimetalliche

Le monete bimetalliche destinate alla circolazione, vale a dire le monete coniate su un tondello composto da due metalli o leghe differenti, sono state introdotte per la prima volta nel 1982, e proprio in Italia, anche se si conosco delle monete bimetalliche sperimentali risalenti anche ad alcuni secoli prima. In Italia la prima moneta bimetallica è stata la moneta da 500 lire, introdotta appunto a partire dal 1982. L’impiego di due metalli è nato dall’esigenza di rendere più difficoltosa la falsificazione e quindi di poter usare le monete metalliche anche per valori facciali più elevati.

Come intuitivo, il tondello è composto dall’unione di due distinti tondelli: il tondello o anello esterno in acmonital, con un foro al centro (prodotto dalla società Nuova Sias S.p.A.) ed il tondello interno o disco centrale in bronzital (prodotto da La Metalli Industriale S.p.A.), di dimensioni leggermente inferiori al foro del tondello esterno.

In particolare, si precisa che il tondello o anello esterno può essere prodotto in vari modi. Un primo sistema prevede la produzione di un normale tondello, al quale viene poi praticato un foro al centro con una macchina perforatrice.

Invece, in base ad un secondo sistema, il tondello o anello esterno viene prodotto da una speciale macchina punzonatrice che - grazie a dei coni di tranciatura di diametro differente posti in successione - effettua prima il foro centrale sulla lastra di metallo e poi perfora l’anello esterno. Il disco centrale di scarto viene solitamente inviato alle fornaci per essere rifuso e quindi riutilizzato, anche se esistono delle tecniche per riutilizzarlo come “cuore” del tondello interno “a strati” ovvero come tondello per una moneta più piccola. Ad esempio, il disco centrale di scarto delle 500 lire è stato utilizzato come tondello per le 50 lire “micro”.

Sebbene non si abbiano certezze, al momento l'ipotesi più verosimile è che il tondello o anello esterno delle 500 lire fosse prodotto con il secondo sistema qui descritto. Inoltre, è probabile che contestualmente alla creazione del foro centrale venisse prodotta anche la linguetta di metallo (anello di calettatura) posta all'interno del tondello o anello esterno (cfr. infra) e che ha la funzione di saldare l'unione tra i due tondelli.

Ciò premesso, esistono varie tecniche per assemblare insieme i due tondelli e gli errori di coniazione di monete bimetalliche hanno consentito indirettamente uno studio più approfondito di queste tecniche. A titolo esemplificativo, la tecnica utilizzata per i tondelli delle 500 lire fu inventata dall’ing. Nicola Ielpo (ex direttore della Zecca Italiana), con brevetto internazionale del 1982 registrato a nome dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (scaricabile qui), e consiste in un particolare sistema di aggraffaggio che può resistere a carichi di sfilamento molto elevati.

In base a questa tecnica, come già anticipato, lungo il foro centrale dell’anello esterno veniva creato un anello di calettatura che, per effetto del fenomeno di espansione del metallo causato dalla pressione esercita dall'assemblaggio prima e dalla battitura dei conî poi, era destinata ad essere avvolta dal metallo del tondello interno.

Inoltre, al fine di evitare che il tondello centrale potesse ruotare, nel tempo sono stati introdotti due particolari sistemi di aggraffaggio. In base ad un primo sistema adottato dal 1982 al 1985/1986, nell'anello di calettatura venivano creati 8 piccoli dentini posti a 45° che con l'assemblaggio prima e la battitura poi penetravano nel tondello interno in bronzital saldando l'unione dei due tondelli. Probabilmente questo sistema si è dimostrato non del tutto soddisfacente e dopo alcuni anni è stato sostituito da un secondo sistema di aggraffaggio.

In base al secondo sistema di aggraffaggio, nell'anello di calettatura venivano creati delle scanalature o slot che con l'assemblaggio prima e la battitura venivano avvolte dal metallo del tondello interno in bronzital saldando l'unione dei due tondelli. In particolare, si conoscono tondelli che presentano due slot posti a 180° in una posizione diametralmente opposta nelle due facce e tondelli con tre slot posti a 120° e sempre in una posizione diametralmente opposta nelle due facce.

Figura 150 - Sulla destra moneta da 500 lire fortemente decentrata, che consente uno studio della tecnica di
assemblaggio dei due tondelli. Si vedono chiaramente sia la sporgenza dell'anello esterno sia le scanalature

Inoltre, il tondello interno presenta una sorta di “bombatura”  (viene formata nella fase di assemblaggio del tondello) che sotto la pressione del conio dovrebbe distendersi e coprire la discontinuità tra i due tondelli, anche se tuttavia una pressione insufficiente può determinare una distensione del metallo non completa, con la formazione di un anello centrale di metallo rialzato (effetto “doppio bordo”, cfr. immagine qui sotto).

La tecnica ad “incastro” sopra illustrata, seppure indubbiamente innovativa, ha tuttavia evidenziato alcuni difetti, principalmente causati dall'anello di calettatura dell’anello esterno. Infatti, accadeva abbastanza di frequente che la moneta coniata presentasse una fessura tra i due tondelli che, in certi casi, comprometteva anche il trasferimento di certi elementi dell’impronta ed in particolare la data.

Ad esempio, ci sono certe monete del 1988 che, a causa della data “tagliata” da una fessura, sembrano riportare un millesimo dell’anno 1000. Questo difetto è dovuto appunto al fatto che la presenza dell'anello di calettatura richiedeva un tondello interno abbastanza più piccolo del foro dell’anello esterno e, di conseguenza, ciò determinava che in certi casi (es. battitura con una pressione leggermente inferiore del normale) il metallo del tondello interno non si congiungesse con il metallo del tondello esterno.

Un altro esempio noto sono le 500 lire 1993 Banca d’Italia con la cifra “1” della data “1893” mancante a causa della non felice posizione della predetta cifra nel conio (cfr. immagine qui sopra)[1]. Infatti, il caso ha voluto che la cifra “1” fosse posizionata proprio sopra la fessura tra i due tondelli. Una volta accortasi dell’errore, la Zecca ha provveduto a modificare il conio della moneta rimpicciolendo le date e ravvicinandole rispetto al monogramma della Banca d’Italia.

Oltre a queste problematiche, la presenza della sporgenza favoriva anche l’accavallamento del tondello interno sull’anello esterno creando una tipologia di errore abbastanza frequente nelle monete da 500 lire (cfr. infra).

Per la coniazione dell’altra moneta bimetallica in lire (1000 lire) emessa in circolazione nel 1997, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha utilizzato un’altra tecnica per assemblare i due tondelli, registrata con brevetto internazionale del 1992 (scaricabile qui) e inventata sempre da Nicola Ielpo e Pietro Patarini. Tale tecnica si è dimostrata più efficace rispetto alla precedente e il suo studio è stato possibile grazie ad alcuni esemplari che presentano il tondello interno pizzicato.

In particolare, la tecnica prevede di creare un solco lungo il contorno interno dell’anello esterno, simile a quello presente nel contorno delle monete da due centesimi di euro. Inoltre, per evitare che l’anello interno posa ruotare una volta che la moneta è stata coniata, tale solco viene effettuato in modo discontinuo. Infine, sull’anello interno viene creata una lieve sporgenza che, per effetto della pressione esercitata dai due conî, si espande fino a riempire i solchi.

Un’ulteriore tecnica simile, utilizzata ad esempio per le monete da uno e due euro, è quella di creare un solco nel tondello centrale (cfr. immagine qui sotto), invece che sull’anello esterno, in modo tale che, a seguito della battitura, il metallo dell’anello esterno possa espandersi al suo interno ed unire insieme i due tondelli.

Figura 151 - 2 sterline 2007 del Regno Unito, l’anello esterno pizzicato
lascia intravedere l’anello interno. Fonte: Errorscope n. 5/2014

Come già anticipato, l’assemblaggio dei due tondelli avveniva nella fase di battitura attraverso uno speciale meccanismo di alimentazione dei tondelli basato su un disco rotante e che è stato descritto dallo stesso Ielpo in un suo libro[2] (meccanismo delle 500 lire). In particolare, i due tondelli (anello esterno e tondello interno) venivano alimentati in una pressa meccanica attraverso dei tubi posti verticalmente. Nel caso dei tondelli bimetallici, c'erano ovviamente due tubi: uno per il tondello esterno ed uno per il tondello interno. Sotto questi due tubi c’era un disco rotante composto da tante lastre di metallo con all’estremità una rientranza sagomata a forma di semicerchio, volta ad accogliere i tondelli (cfr. Figura 152).

Figura 152

Nello specifico, in primo luogo, veniva fatto scendere l’anello esterno e, con un movimento rotatorio, lo stesso veniva portato sotto il secondo tubo da cui scendeva il tondello centrale, di dimensioni leggermente inferiori al foro dell’anello esterno. A questo punto i tondelli venivano assemblati attraverso una leggera compressione con un conio liscio che faceva incastrare i due tondelli e che formava la "bombatura" descritta sopra (qui sotto è riportata l'immagine del tondello assemblato).

Una volta assemblato, il tondello veniva portato dentro la virola della pressa monetaria dove viene battuto dai due conî ed unito in modo permanente, salvo ovviamente manomissioni. Questo è quello che accadeva normalmente, ma come intuitivo questo complesso processo in determinati casi poteva fallire e si potevano quindi formare degli errori che andremo a descrivere nel prosieguo.

Tondello interno decentrato

Una prima tipologia di errore consiste nell’errata perforazione del tondello esterno. Infatti, a seconda della tecnica utilizzata per produrre l’anello esterno, può accadere che il foro destinato a contenere il tondello interno non venga effettuato al centro del tondello oppure che la tranciatura finale del tondello esterno non sia centrata rispetto al foro.

Figura 153 - 500 lire 1987 con tondello interno decentrato

Tondello interno a cavallo dell’anello esterno (cd. "occhio di bue")

Per le motivazioni che andremo qui di seguito ad analizzare, il tondello centrale può non posizionarsi correttamente all’interno del foro dell’anello esterno, bensì a cavallo tra il foro e l’anello esterno[3]. Quando i due conî batteranno questo tondello mal assemblato, il metallo del tondello esterno andrà in parte a coprire l’anello esterno, formando una specie di “sbavatura”, vale a dire il metallo del tondello centrale che copre il metallo dell’anello esterno.

Le cause di questo errore possono essere le seguenti:

  1. rottura o malfunzionamento di uno dei coni di tranciatura e conseguentemente il foro dell’anello esterno potrebbe avere un diametro inferiore a quello standard, impedendo al tondello centrale di entrare completamente all’interno del foro;
  2. nella fase di assemblaggio può accadere che il tondello interno non cada esattamente dentro il foro dell’anello esterno posizionandosi “a cavallo” tra il foro e l’anello esterno. Inoltre, se l’assemblaggio non unisce completamente il tondello interno con l'anello esterno, può accadere che il tondello interno si sposti e si collochi quindi “a cavallo” tra il foro e l’anello esterno. In particolare, quest’ultimo caso spiega perché la “sbavatura” dell’anello interno può essere presente anche sul rovescio della moneta (battuto dal conio inferiore). Ciò accade quando, nell’inserimento all’interno della virola, il tondello centrale si posiziona sotto l’anello esterno (cfr. moneta riportata qui sotto);
  3. il tondello interno può avere una forma irregolare, che non gli consente di entrare completamente all’interno del foro.

La causa più frequente è sicuramente la seconda.

Vediamo ora un po’ più nel dettaglio la dinamica di questo errore dovuto alla causa sub ii. con la  ricostruzione grafica riportata qui sopra. Al riguardo si segnala che la moneta sulla destra della ricostruzione grafica è solo a titolo illustrativo, in quanto non corrisponde alla dinamica riportata a fianco, visto che la sbavatura del tondello interno è sul rovescio e non sul diritto. Come si può vedere dall’immagine sopra riportata, nel punto in cui si accavallano i due tondelli si formano due sbavature: (A) la sbavatura del tondello interno che solitamente è più marcata in quanto soggetta ad una pressione maggiore e (B) la sbavatura dell’anello esterno che solitamente è meno marcata e fa assumere all’anello centrale una forma ovale.

Questa tipologia di errori - noti con il termine "occhi di bue" - può presentare vari gradi di accavallamento del tondello interno.

Il primo grado di accavallamento (prima moneta da sinistra) è quello più lieve, in cui il tondello interno si accavalla "solo" con la sporgenza/linguetta di metallo posta nella parte interna dell'anello esterno.  La seconda moneta da sinistra è un "occhio di bue" con un accavallamento di secondo grado che coinvolge solo metà dell'anello esterno. La terza moneta da sinistra è un "occhio di bue" con un accavallamento di terzo grado che coinvolge tutto l'anello esterno fino al bordo della moneta. Infine, l'ultima moneta è un "occhio di bue" con un accavallamento di quarto grado, quello più rilevante che oltre a coinvolgere tutto l'anello esterno avvolge anche parte del contorno della moneta e solitamente presenta una fessura più o meno ampia tra il tondello interno e l'anello esterno. Più elevato è il grado di accavallamento e maggiore sarà la rarità della moneta e quindi il suo valore.

Una collezione di occhi di bue può essere quindi organizzata in base ai gradi di accavallamento del tondello interno e alla direzione della sbavatura.

Figura 154 - 2 euro 2003 Italia con tondello centrale a cavallo

Naturalmente, questo errore – come del resto anche gli altri descritti nel presente paragrafo - si verifica anche nelle monete in euro bimetalliche e sono estremamente ricercate dai collezionisti, soprattutto se riguarda le monete da 2 euro commemorative.

Coniazione del solo anello esterno

Come abbiamo visto, la dinamica di assemblaggio del tondello bimetallico prevede l'unione dell'anello esterno con il tondello centrale all'interno della pressa monetaria. In particolare, in primo luogo, viene fatto cadere da un primo tubo l’anello esterno e, con un movimento rotatorio, lo stesso viene portato sotto il secondo tubo da cui cade il tondello centrale, di dimensioni leggermente inferiori al foro dell’anello esterno. A questo punto i tondelli vengono assemblati attraverso una leggera battitura lungo l'area esterna del tondello interno che fa incastrare i due tondelli e che forma la "bombatura" descritta sopra. Nell'ambito di questa dinamica può succedere che il tondello centrale non scenda all’interno del foro dell'anello esterno oppure si posizioni a cavallo dell'anello esterno per poi uscire prima di entrare nella camera di battitura. Se ciò accade, ad essere coniato sarà solo l’anello esterno.

Figura 155 - 500 lire 1982 solo anello esterno

La pressione esercitata dai due conî farà espandere il metallo verso l’interno, trasferendo all’anello esterno elementi dell’impronta della moneta che solitamente vengono coniati sul tondello interno. Questa è una caratteristica fondamentale che distingue questa tipologia di errore dalle monete artefatte ricavate estraendo da una “normale” moneta il tondello centrale. Si osserva che questa tipologia di errore è molto interessante perché consente di analizzare il meccanismo di incastro dei due tondelli.

Coniazione del solo tondello interno

Questa tipologia di errore può capitare quando ad essere coniato sia solo l’anello centrale, perché ad esempio l’anello esterno per un malfunzionamento non è sceso correttamente sul disco rotante. In questo caso, siccome il tondello centrale è privo di bordo, la pressione esercitata dai due conî tende ad appiattire molto il tondello, facendo espandere notevolmente il metallo. In certi casi, se il tondello si posiziona a contatto con la virola, può essere presente anche qualche segno del contorno.

Figura 156 - 500 lire in cui è stato coniato solo l’anello interno

Coniazione del tondello esterno senza foro

Questa tipologia di errore avviene quando il tondello destinato a creare l’anello esterno non viene perforato e quindi non presenta il foro destinato ad accogliere il tondello centrale. Pertanto, in questo caso, la moneta non sarà più ovviamente bimetallica, bensì monometallica. Si tratta di un errore molto raro.

Figura 157 - 500 lire 1990 coniata su tondello esterno non forato. Peraltro sul dritto presenta una frattura del conio che va dai cappelli fino all'ultima lettera "A" della parola “ITALIANA”

 

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[1]  Questo errore è stato recensito nella rivista Cronaca Numismatica n. 196/2007 a pag. 15.

[2] Nicola Ielpo, La fabbrica del denaro, Texmat, 2008.

[3] Una moneta da 500 lire bimetallica con questa tipologia di errore è stata riportata nel numero speciale autunno della rivista Cronaca Numismatica n. 10/1999 a cura dello studioso Mario Traina.