T.3 Errori sullo spessore

Tondelli sottili o spessi

Sempre nella fase della laminazione si può generare un’altra tipologia di errore ed in particolare uno spessore della lamina metallica non conforme agli standard (più sottile o più spesso).

In primo luogo, ciò può dipendere da un’errata regolazione della macchina che può essere impostata per generare uno spessore del metallo diverso da quello standard oppure dal fatto che i tondelli sono stati ritagliati dalla testa o dalla coda della lunga lastra di metallo.

A tale ultimo riguardo, sebbene la macchina sia stata impostata correttamente, va rilevato che nella parte iniziale e finale della lastra il metallo tende ad allungarsi maggiormente in quanto è libero di espandersi. Pertanto, in quei punti la lastra può essere leggermente più sottile. Anche per questo motivo, i primi e gli ultimi tondelli tranciati dalla macchina punzonatrice vengono normalmente scartati.

In secondo luogo, può accadere che, sebbene la lastra sia stata laminata correttamente, nella pressa punzonatrice venga inserita una bobina di metallo sbagliata. Infatti, come abbiamo già avuto modo di osservare, le lastre di metallo vengono immagazzinate arrotolate in grandi bobine, che di solito hanno tutte lo stesso diametro (per essere più facilmente trasportabili), anche se lo spessore (e quindi la lunghezza) della lastra può essere differente, ad esempio perché destinate a due tipi di tondelli diversi.

Ora, siccome nelle monetazioni di molti Paesi è frequente che più monete siano fatte dello stesso metallo sebbene con spessore diverso (es. le 50 e le 100 lire oppure 10, 20 e 50 centesimi di euro), può capitare che la bobina sbagliata venga inserita nella pressa punzonatrice. In tal caso, il tondello potrebbe avere un diametro e una composizione metallica corretta, ma uno spessore più sottile o più spesso dello standard.

Si tratta di errori molto rari, in quanto, oltre a derivare da cause fortuite e non frequenti, lo spessore delle lastre ed il peso dei tondelli è sottoposto a rigidi controlli.

Inoltre, va tenuto conto che nelle monete in circolazione eventuali variazioni nello spessore nell’ordine del 5%-10% possono derivare da un normale processo di usura.